I certificati la cui produzione è necessaria per molte azioni o attività giudiziarie, sono ora liberamente scaricabili dalla Anagrafe on line

Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR - https:// www.anagrafenazionale.interno. it/) dopo quattro anni di rodaggio entra a pieno
titolo nella vita digitale dei cittadini. In essa sono confluiti i dati di quasi tutti i Comuni italiani (al momento ne mancano solo 61) e ciò permette di erogare 15 certificati, che possono essere richiesti per sé o per membro della propria famiglia, e diverse autocertificazioni. Al portale si accede tramite Spid, Carta d’Identità Elettronica o Cns (Carta Nazionale dei Servizi) e al momento si gode anche dell’esenzione dall’imposta di bollo.

Danni cagionati dalla fauna selvatica - Responsabilità della P.A. - Risarcibilità - Criterio di imputazione della responsabilità - Legittimazione della Regione - Ratio.

I danni cagionati dalla fauna selvatica sono risarcibili dalla P.A. a norma dell'art. 2052 c.c., giacché, da un lato, il criterio di imputazione della responsabilità previsto da tale disposizione si fonda non sul dovere di custodia, ma sulla proprietà o, comunque, sull'utilizzazione dell'animale e, dall'altro, le specie selvatiche protette ai sensi della L. n. 157 del 1992 rientrano nel patrimonio indisponibile dello Stato e sono affidate alla cura e alla gestione di soggetti pubblici in funzione della tutela generale dell'ambiente e dell'ecosistema. Nell'azione di risarcimento del danno cagionato da animali selvatici a norma dell'art. 2052 c.c. la legittimazione passiva spetta in via esclusiva alla Regione, in quanto titolare della competenza normativa in materia di patrimonio faunistico, nonché delle funzioni amministrative di programmazione, di coordinamento e di controllo delle attività di tutela e gestione della fauna selvatica, anche se eventualmente svolte, per delega o in base a poteri di cui sono direttamente titolari, da altri enti. La Regione può rivalersi (anche mediante chiamata in causa nello stesso giudizio promosso dal danneggiato) nei confronti degli enti ai quali sarebbe in concreto spettata, nell'esercizio di funzioni proprie o delegate, l'adozione delle misure che avrebbero dovuto impedire il danno.
Tribunale di Ancona, Civile, Sentenza 2 luglio 2021, n. 873

Concorrenza sleale - Risarcimento danni patrimoniali e non patrimoniali - Infondatezza della domanda - Casistica.

In tema di concorrenza sleale sono infondate le domande risarcitorie esperite ai sensi degli artt. 2043 e 2059 c.c., laddove non risultino acquisti dati e prove certe in ordine all'asserita concorrenza sleale parassitaria. Nella specie, la produzione e commercializzazione delle sedie da parte della società convenuta, alla luce delle caratteristiche evidenziate dal CTU, esclude che tali condotte integrino la le dedotte ipotesi di concorrenza sleale per imitazione servile ex art. 2598 n. 1 c.c. e per scorrettezza professionale ex art. 2598 n. 3 c.c.; trattasi infatti di beni che presentano differenze sostanziali rispetto ai modelli registrati di cui è titolare la società attrice per cui non sussiste il pericolo di confusione tra prodotti concorrenti.
Tribunale di Bari, Civile, Sentenza 27 luglio 2021, n. 2898

Rapporto di lavoro - Diritto di critica - Superamento limiti - Illecito disciplinare - Legittimità licenziamento.

Il diritto di critica è soggetto, oltre che ai limiti di continenza formale e sostanziale, al limite della pertinenza, intesa come rispondenza della critica ad un interesse meritevole in confronto con il bene suscettibile di lesione, che, nell'ambito del diritto di cronaca viene definita continenza materiale, parametrata all'interesse pubblico alla diffusione dell'informazione. Nel rapporto di lavoro è sicuramente interesse meritevole quello che si relazioni direttamente o indirettamente con le condizioni del lavoro e dell'impresa, come le rivendicazioni di carattere "lato sensu" sindacale o le manifestazioni di opinione attinenti il contratto di lavoro, mentre sono suscettibili di esondare dal limite della pertinenza le critiche rivolte al datore di lavoro, magari afferenti le sue qualità personali, oggettivamente avulse da ogni correlazione con il rapporto contrattuale e gratuitamente mirate a ledere la sua onorabilità. Pertanto, laddove anche uno solo dei suddetti limiti venga travalicato, la critica rivolta dal lavoratore al datore di lavoro, idonea a ledere l'onore, la reputazione e il decoro di questi, non è scriminata dall'esercizio del diritto ed assume l'attitudine ad integrare un illecito disciplinare.
Tribunale di Ancona, Civile, Sentenza 5 luglio 2021, n. 175

Auguri per un felice 2022 con le parole di Papa Francesco

“Puoi avere difetti, essere ansioso e perfino essere arrabbiato, ma non dimenticare che la tua vita è la più grande impresa del mondo. Solo tu puoi impedirne il fallimento. Molti ti apprezzano, ti ammirano e ti amano. Ricorda che essere felici non è avere un cielo senza tempesta, una strada senza incidenti, un lavoro senza fatica, relazioni senza delusioni.
“Essere felici significa trovare la forza nel perdono, la speranza nelle battaglie, la sicurezza nella fase della paura, l’amore nella discordia. Non è solo godersi il sorriso, ma anche riflettere sulla tristezza. Non è solo celebrare i successi, ma imparare dai fallimenti. Non è solo sentirsi felici con gli applausi, ma essere felici nell’anonimato. Essere felici non è una fatalità del destino, ma un risultato per coloro che possono viaggiare dentro se stessi.
“Essere felici è smettere di sentirsi una vittima e diventare autore del proprio destino. È attraversare i deserti, ma essere in grado di trovare un’oasi nel profondo dell’anima. È ringraziare Dio ogni mattina per il miracolo della vita. Essere felici é non avere paura dei propri sentimenti ed essere in grado di parlare di te. Sta nel coraggio di sentire un “no” e ritrovare fiducia nei confronti delle critiche, anche quando sono ingiustificate. È baciare i tuoi figli, coccolare i tuoi genitori, vivere momenti poetici con gli amici, anche quando ci feriscono.
“Essere felici è lasciare vivere la creatura che vive in ognuno di noi, libera, gioiosa e semplice. È avere la maturità per poter dire: “Ho fatto degli errori”. È avere il coraggio di dire “Mi dispiace”. È avere la sensibilità di dire “Ho bisogno di te”. È avere la capacità di dire “Ti amo”. Possa la tua vita diventare un giardino di opportunità per la felicità … che in primavera possa essere un amante della gioia ed in inverno un amante della saggezza.
“E quando commetti un errore, ricomincia da capo. Perché solo allora sarai innamorato della vita. Scoprirai che essere felice non è avere una vita perfetta. Ma usa le lacrime per irrigare la tolleranza. Usa le tue sconfitte per addestrare la pazienza.
“Usa i tuoi errori con la serenità dello scultore. Usa il dolore per intonare il piacere. Usa gli ostacoli per aprire le finestre dell’intelligenza. Non mollare mai … Soprattutto non mollare mai le persone che ti amano. Non rinunciare mai alla felicità, perché la vita è uno spettacolo incredibile”.
(Papa Francesco).

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